Cappelli baschi "Oloron": Una storia d'amore e di unicità
- tixianne

- 4 feb 2019
- Tempo di lettura: 4 min
Da piccola ho sempre amato i cappelli: invernali o estivi, non importava, purchè vistosi e stravaganti.
Mia madre mi lasciava libertà di scelta, quando mi portava a comprarli, e così sceglievo modelli davvero unici.
Un giorno, guardando la sitcom "La Tata", mi innamorai di un basco indossato dalla simpaticissima e stravagantissima "Francesca Cacace", ma sfortunatamente, non sapendo il nome del modello, e non trovandolo in giro, non riuscii a farlo mio.
Tuttavia sono cresciuta, e per fortuna ho avuto modo di acquistarne diversi modelli e colori simili, e qualcuno mi è stato donato nel corso del tempo, come souvenir di qualche viaggio o in onore di qualche ricorrenza, e come è facile dedurre, sono stati regali graditissimi.
Non ho tuttavia mai pensato di realizzare dei modelli simili. Il motivo di questa mia scelta mi è ancora ignoto, evidentemente nonostante il mio amore per questo stile, non è mai arrivata l'ispirazione...Se non altro fino alla settimana scorsa.
Poi l'idea è venuta a bussarmi, e così ho scelto di accoglierla.
Oloron.
Il nome è arrivato con facilità, assieme all'idea, poichè Oloron- Sainte- Marie è proprio il nome di una delle principali località in cui questo modello di cappelli è stato prodotto.
Mi sono così, messa all'opera, studiando una serie di punti particolari per la realizzazione di questo modello.
Partendo dal fatto che per poterli realizzare, il giro principale parte da un ampio cerchio che costituisce la base, e partendo dal fatto che non amo molto i normali cerchi fatti da sole e semplici maglie (che siano basse o alte poco conta), ho iniziato a smanettare, con il mio menabò dei lavori a portata di mano, pronta a segnare i punti validi, cercando di formare un pattern definitivo particolare, una volta ultimato ho poi cercato diverse tipologie di punti a rilievo che potessero risultare gradevoli, nel mezzo del lavoro, giusto due o tre giri, per poi procedere alle diminuzioni nella parte inferiore della fascia che è più aderente e che va sulla fronte.
Il primo campione ultimato, era di un bel color senape, ho così deciso di procedere ad altri due colori: bordeaux e petrolio/ottanio. Queste scelte di colore, sono dovute a due fattori: il primo è l'immediata disponibilità dei filati (visto che sono ancora in fase trasloco, la maggior parte dei filati invernali sono su a Brescia, e io a Napoli, sfortunatamente, ho portato con me solo questi colori, proprio contando di utilizzarli durante la mia permanenza, per qualche imminente ispirazione), il secondo, è perchè di fatto, non sapevo alla partenza, se qualche ispirazione sarebbe sopraggiunta, ma ho ipotizzato di si, e questi erano i colori su cui volevo maggiormente puntare, così quando l'ispirazione si è presentata, ho capito subito che sarebbero stati i più utili.
Passando al secondo modello, che ho iniziato a realizzare, di colore bordeaux, seguendo appunto lo schema che avevo appuntato sul libro delle schede tecniche, ho iniziato a pensare, che probabilmente, non volevo "ricopiare" lo stesso esatto pattern (questa cosa mi accade spesso; adoro l'unicità e laddove posso, mi piace differenziare le creazioni, anche solo invertendo una combinazione di punti o comunque modificandola). Ho quindi iniziato a provare a modificarlo leggermente, rispettando ovviamente sempre il numero di punti, per non variare la grandezza...E ho capito che avrei fatto questa cosa per tutti gli altri a venire.
Ed è stato così per questi primi tre campioni. E sarà così per tutti gli altri.

Ogni cappello è quindi UNICO. Per quanto possano somigliarsi tutti, ogni pattern della parte superiore è diverso dall'altro, nonostante la grandezza sia standard.
In alcuni si avrà un disegno, in altri un altro. I disegni si somiglieranno molto tra loro, ma ogni disegno sarà unico e avrà un'unica combinazione di punti specifica che gli conferirà un rilievo simmetrico e omogeneo, simile agli altri, ma MAI uguale. Solo occhi attenti noteranno questa particolarità, ma non sarà possibile scegliere una combinazione specifica: chi acquisterà, lo farà in maniera del tutto casuale. Questo per diverse ragioni...La prima è che ovviamente è "impossibile" poter avere una preferenza, dal momento in cui le similitudini sono irrisorie.
La seconda è che chi ama la particolarità, e sceglie questo modello, accetterà a sua volta che anche "il modello sceglierà" la sua proprietaria.
La terza è che sarebbe come scegliere tra 10 differenti codici a barre: per me diventa complesso mettere a disposizione tanti pattern tutti simili, così come è complesso scegliere tra di essi, si genera solo confusione, e il risultato visivo è pressochè identico.
Mi basta sapere che chi sceglie questo modello, sceglie amore e unicità, tutto il resto sarebbe solo un capriccio e una perdita di tempo per me e per la cliente.
Dal primo lancio dei due modelli, senape e bordeaux, me ne sono stati commissionati 6 nel giro di poco tempo, e ovviamente spero di cuore, che andrà forte questa piccola collezione.
Ho scelto di realizzare gli scatti in versione "riccia e bruna", per delle semplici ragioni: non mi andava di sfruttare i capelli fuxia e bruni che ho al momento, non molto lunghi per questi modelli, e soprattutto volevo mostrare la buona versatilità di questi baschi, che a differenza di altri modelli di cappelli, si adattano bene anche a una quantità di capelli voluminosa, e rendono grazia sia a chi ha un caschetto liscio, sia a chi ha una capigliatura voluminosa, lunga e mossa, senza "sformare" il cappello.
Sono modelli molto eleganti e lavorati, e al contempo caldi.
Domattina, dal momento in cui è saltato un appuntamento con una cliente e amica, con cui ho iniziato a collaborare a un progetto a quattro mani, mi dedicherò agli scatti del modello color petrolio/ottanio.
Tutte le info e i dettagli, disponibili sulla pagina http://facebook.com/tixiannescreations.
Spero abbiate gradito la storia che c'è dietro questo modello e il prodotto finito.















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